Il libro delle ore perdute di Hayley Gelfuso: trama e tropes
Il libro delle ore perdute
genereTrama
Per Lisavet, tutto comincia a Norimberga una drammatica notte del 1938, quando una folla inferocita assalta la sua casa. Per salvarla, suo padre apre una porta invisibile tramite un orologio speciale e spinge la figlia oltre la soglia buia, con la promessa di tornare presto a riprenderla. Quella porta non si aprirà più. Lisavet si ritrova bloccata in un luogo che pensava esistesse solo nelle favole della buonanotte. Una biblioteca infinita, nascosta tra le pieghe del tempo, dove sono allineati innumerevoli volumi che custodiscono i ricordi di tutti coloro che sono vissuti nel corso dei secoli. Ma non è sola. Ci sono altri con un orologio come quello di suo padre — uomini che combattono una guerra clandestina per il controllo della Storia, bruciando i ricordi delle persone condannate a essere cancellate dalla memoria del mondo. Ombra tra le ombre, Lisavet trascorre anni tra quegli scaffali, imparando a viaggiare nei ricordi altrui e cercando di salvare i volumi dati alle fiamme. Fino al giorno in cui qualcuno si accorge di lei. Per Amelia, tutto comincia a Boston una fredda mattina del 1965, quando eredita dallo zio morto in circostanze misteriose uno strano orologio. Al funerale, una sconosciuta dallo sguardo enigmatico le rivela una verità incredibile e la mette di fronte a un destino ineluttabile: raccogliere il testimone dello zio come guardiana del tempo e lottare contro chi vuole manipolare il corso della Storia. Una missione che la condurrà a una scoperta sconvolgente sulla sua famiglia e sulla sua stessa identità. Un fantasy storico che attraversa epoche e confini, dove una biblioteca infinita nascosta nel tempo, due donne separate dalla Storia e una guerra clandestina per il controllo della memoria si intrecciano in una storia sul valore inestimabile di ciò che non deve essere dimenticato.