Sangue madre di Bohyun Kim: trama e tropes
Sangue madre
genereTrama
Non sa quanto tempo sia passato, né perché sia tornata. Sa soltanto che il suo dolore è diventato potere e che la sua rabbia ha trovato una forma capace di contenerlo. Si è risvegliata sotto una coltre di terra in cima a una montagna — ma il suo corpo non le appartiene più. I sensi sono acuminati, la forza sovrumana, la sete di sangue inesauribile. L'ultima immagine della sua vita precedente è il gesto d'amore più straziante: spargere le ceneri della figlia, assassinata davanti a lei dall'ex fidanzato e tradita da una giustizia incapace di proteggerla. Tempo dopo, il cadavere di un uomo accusato di molestie viene ritrovato in un canale di scolo. L'ispettrice Jinseon Noh capisce subito che non si tratta di un omicidio qualunque. Il corpo è carbonizzato, esangue, contorto in un gesto di supplica interrotta. Una scia di morti scuote il Paese: uomini che hanno ferito, umiliato o distrutto la vita di tante donne diventano prede di un'entità incorporea che sfida il tempo e sembra conoscere ogni loro colpa, passata e futura. Mentre una squadra speciale viene incaricata di fermare l'assassino, un terrore misto a un'oscura ammirazione sconvolge l'opinione pubblica. Un dark fantasy coreano tra vendetta soprannaturale e giustizia negata, dove una madre risorta con poteri oscuri diventa il giustiziere che il sistema non ha mai saputo essere, e un'ispettrice si trova a inseguire un'entità che il mondo non sa se temere o ammirare.